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Contratto di lavoro a tempo determinato e malattia

Informazioni dettagliate sulle leggi che regolano la malattia nel caso di un contratto di lavoro atipico.

Sapere come comportarsi nel caso di contratto di lavoro a tempo determinato e malattia è importante anche se, magari, non viene spontaneo pensarci fino a quando non se ne presenta il bisogno.

A prescindere dalla tipologia di contratto, il lavoratore ha diritto all’indennità di malattia e questo vale anche a seconda del tipo di settore, secondo cui può cambiare il numero di giorni concesso.

Tutto ciò da sapere su contratto di lavoro a tempo determinato e malattia

Nel caso di contratto di lavoro atipico e malattia, quest’ultima spetta a tutti i settori tranne badanti, impiegati dell’industria, impiegati industria e artigianato, dirigenti, portieri e lavoratori autonomi.

Per quanto riguarda i contratti determinati, il numero di giorni concessi va da un minimo di 30 fino a un massimo di 180 e non può superare quelli lavorati nell’arco dei 12 mesi dell’anno precedente. Trattandosi di un contratto a termine, l’indennità di malattia non può prolungarsi oltre la scadenza del contratto stesso, anche in caso di una cessazione avvenuta in anticipo.

Rispettano i precedenti requisiti tutti i lavoratori eccetto quelli appartenenti al settore agricolo, i quali devono aver maturato almeno 51 giorni di lavoro nell’anno precedente, dopodiché l’indennità per malattia viene concessa tramite certificazione fino a un massimo di 180 giorni.

Lo stipendio percepito durante i giorni di malattia equivale al 50% dal quarto al ventesimo giorno, contando che i primi tre sono, nella maggior parte delle volte, a carico dell’azienda. Mentre a partire dal 21° giorno fino al 180° spetta il 66,66% sul totale del normale stipendio.
Si ricorda che, durante il periodo di malattia, si avvale il diritto di verificare la veridicità della stessa tramite un controllo presso il proprio domicilio. Pertanto, è importante indicare l’indirizzo esatto e, in caso di cambio di domicilio, occorre mandare un avviso all’INPS con la modifica dei propri dati.

Nel caso in cui il lavoratore malato non risultasse reperibile nelle fasce orarie stabilite per legge (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19), egli verrà sottoposto a sanzioni, rinunciando all’indennità per un periodo scelto in base a casi specifici. Per mancata presenza al primo controllo si parla di un massimo di dieci giorni in cui non spetta l’indennità per malattia, mentre in caso di seconda assenza il 50% e di terza il totale, e quindi il 100%. In tutti i casi, ci si riferisce ad assenza ingiustificata.

Nel contratto di lavoro a tempo determinato e malattia il lavoratore deve farsi fare un certificato di malattia dal proprio medico, il quale provvederà a inviarlo per via telematica all’INPS. In questo caso, non risulta necessario comunicare l’intenzione al proprio datore di lavoro, cosa che deve, invece, avvenire in caso di mancata disponibilità della funzione telematica, consegnando di persona o inviando per posta il certificato all’INPS e al datore di lavoro entro due giorni dall’emissione dello stesso.